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22/07/2020

Ciclo di vita del tarlo del legno, uno degli aspetti fondamentali per liberarsene

Ciclo di vita del tarlo del legno, uno degli aspetti fondamentali per liberarsene

Nel momento in cui si presenta un’infestazione da tarlo, il ciclo di vita del tarlo del legno è importantissimo per capire in che modo intervenire.
Spesso quando si avvista un unico esemplare di tarlo del legno si pensa che sia un caso isolato e che quindi non ci sia bisogno di difendersi.
In realtà anche la semplice carcassa del parassita è solo un sintomo di un problema ben più grande. Anche se si trova un tarlo adulto morto è opportuno sapere che il suo ciclo di vita è effettivamente molto corto ma, tuttavia, non gli impedisce di deporre le uova per creare nuovi individui.  

Il ciclo biologico del tarlo del legno

Ogni tarlo segue delle fasi riproduttive differenti dalle altre specie. Il ciclo di vita del tarlo del legno ha svariati passaggi.
Il tarlo adulto, dopo l’accoppiamento, depone le uova in anfratti congeniali e muore. Queste uova si schiudono in poche settimane e le larve iniziano a mangiucchiare il legno, spingendosi sempre più in profondità e scavando gallerie. È proprio la fase larvale che è quella più dannosa per il legno, perché dura qualche mese.
La larva mangia il legno senza far comparire danni esterni. Terminata la fase larvale c’è la metamorfosi in pupa che dura qualche settimana e in cui il tarlo emerge in superficie per terminare il suo sviluppo.
Quando il tarlo diventa adulto fa dei fori sulla superficie per fuoriuscire, accoppiarsi e dare inizio a una nuova infestazione.

Perché bisogna chiedere il parere di un esperto

Dato che il ciclo di vita del tarlo del legno si sviluppa silenziosamente nel tempo, è quasi impossibile accorgersi da soli di questo tipo di infestazione. Infatti tra le prime avvisaglie e il manifestarsi di un nuovo episodio può trascorrere del tempo. Questo perché le larve depositate dall’adulto precedente dopo qualche settimana iniziano a farsi strada, guarda caso, nel tuo mobile, dando inizio all’infestazione.
Combattere gli adulti senza occuparsi anche delle uova non porta ad alcun risultato, e anzi la nuova specie creata si manifesterà nella stagione successiva. 

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