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Più feromoni, meno residui chimici

Le moderne tecniche di disinfestazione applicano metodi presi dal mondo agricolo, che da tempo difende i raccolti dagli insetti. È questo il caso della confusione sessuale ampiamente applicata contro le tignole della vite. Questa tecnica sfrutta i feromoni mandati dalle femmine che vengono percepiti dai maschi della stessa specie anche a lunga distanza.

Il feromone si disperde nell’ambiente con un andamento conico a partire dalla fonte, cioè dall’individuo femminile, e i maschi risalgono la “piuma” odorosa di feromone sessuale, uscendone periodicamente, sino a raggiungere la potenziale compagna per l’accoppiamento. In campo agricolo molteplici diffusori (almeno 500 per ettaro) vengono posizionati in campo e le scie prodotte dagli stessi, chiamate false tracce, entrano in competizione con quelle naturali prodotte dalle femmine e disorientano i maschi. In questo modo si riduce la possibilità di incontro tra individui di sesso opposto e si contiene l’incremento della popolazione. L’adattamento dei feromoni sessuali al settore industriale si è concretizzato ed è ormai una tecnica comune per eseguire sia il monitoraggio che la cattura massiva, soprattutto in realtà come i molini.

Strategie ecologiche di controllo

Le strategie utilizzate sono 3, dato che, in uno stabilimento, non è possibile impiegare un elevato numero di erogatori e saturare l’ambiente di feromoni poiché tracce dello stesso potrebbero depositarsi sul prodotto o sulle superfici di lavorazione. Vengono perciò, in primo luogo, utilizzati cartoncini contenenti feromoni sessuali elettrostatici che rimangono attaccati al corpo dell’insetto generando uno stato di autoconfusione che disorienta la vittima e i suoi simili.

La seconda strategia applicata è la cattura massiva che utilizza trappole rigide in plastica; questi contenitori sono dotati di un attacco per il feromone, di una parte intermedia ad imbuto che impedisce l’uscita degli insetti entrati e di una parte inferiore per la raccolta degli individui catturati. I feromoni per la cattura massiva dei maschi sono più efficaci in casi di infestazione di lieve entità. Queste considerazioni sono basate sul potenziale di accoppiamento dei maschi. Infatti, per Plodia interpunctella un individuo è in grado di accoppiarsi con 6-10 femmine nel corso della vita. E’ stato calcolato che oltre il 90% della popolazione presente in un determinato ambiente dovrà essere catturata per influire sulla generazione larvale successiva della specie.

Si capisce quindi, come in caso di infestazioni abbondanti, la probabilità di incontro tra sessi opposti rimanga alta.

in questi casi si potrebbe pensare all’utilizzo di feromoni di aggregazione già noti per diverse specie di coleotteri. Il terzo metodo impiegato a livello industriale è quello di attrazione che coinvolge, allo stesso momento e sulla stessa superficie, un feromone sessuale e un biocida che può essere costituito anche da sistemi di inoculazione di entomopatogeni ( virus della granulosi contro Plodia interpunctella ).

Tecniche biologiche di controllo degli insetti

Altre tecniche biologiche attualmente studiate utilizzano artropodi predatori delle specie infestanti. Tuttavia tali metodi all’interno delle industrie presentano ancora alcune problematiche operative connesse alla definizione degli agente biotici da impiegare. Prima di introdurre un insetto predatore è necessario infatti comprendere in quali condizioni è efficace e quindi il suo ciclo vitale. Un grosso limite per l’attuazione di tali strategie è attualmente rappresentato dalle normative vigenti che regolano l’introduzione e l’impiego di insetti utili ed altri invertebrati esotici per il controllo biologico. E se ci pensiamo bene, non si rischia una contaminazione biologica da parte dei predatori stessi?

Se l’utilizzo di artropodi predatori è ancora oggetto di discussione, numerosi studi provano che l’utilizzo appropriato dei feromoni, o di altri semiochimici, può condurre ad una riduzione drastica dei trattamenti insetticidi con conseguenti vantaggi qualitativi ed economici, proteggendo sia gli alimenti da indesiderati residui chimici sia la salute degli operatori e dei consumatori.

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